Dalla tartaruga a Fuxi: alle origini dell'I Ching
Tutto comincia con una tartaruga e un fiume. Più di 5.000 anni fa, ben prima dell'invenzione della scrittura, ben prima delle prime dinastie storiche, un uomo — metà umano, metà divino — avrebbe osservato i segni sul guscio di una tartaruga emersa dalle acque e vi avrebbe decifrato il linguaggio stesso dell'universo. Quell'uomo era Fuxi. E ciò che lesse su quel guscio sarebbe diventato il fondamento dell'I Ching (Yi King), il più antico libro di saggezza dell'umanità.
La storia delle origini dell'I Ching è inscindibile dalla mitologia cinese. Mescola il meraviglioso e il sacro, gli animali fantastici e i numeri magici. Ma sotto il velo del mito si cela una verità profonda: quella di una civiltà che, fin dai suoi primi respiri, ha cercato di comprendere l'ordine nascosto del mondo.
L'He Tu: la Mappa del Fiume Giallo
La tradizione narra che il primo «libro» della civiltà cinese non era scritto su carta o bambù. Si trattava dell'He Tu — la «Mappa del Fiume Giallo» — e fu scoperto sul dorso di una creatura straordinaria.
Sotto il regno dell'imperatore Fuxi, un cavallo-drago — un essere favoloso metà cavallo, metà drago — emerse dalle acque tumultuose del Fiume Giallo (Huang He). Sul suo fianco si poteva distinguere una configurazione di punti disposti secondo un motivo preciso. Non era un disegno nel senso in cui lo intendiamo noi, ma una disposizione di cerchi bianchi e neri formanti gruppi numerici.
L'He Tu è un diagramma cosmologico. I numeri dispari — 1, 3, 5, 7, 9 — sono rappresentati da cerchi bianchi (yang). I numeri pari — 2, 4, 6, 8, 10 — da cerchi neri (yin). La loro disposizione non è casuale: disegna le quattro direzioni cardinali più il centro, creando una mappa simbolica dell'universo.
Per Fuxi, quella mappa non era un semplice motivo decorativo. Era un messaggio del Cielo, uno schema che rivelava le leggi fondamentali che governano il cosmo — l'interazione dello yin e dello yang, la danza perpetua delle forze complementari.
Il Lo Shu: il Quadrato Magico della tartaruga
Il secondo documento sacro della tradizione cinese è il Lo Shu — la «Scrittura del Fiume Lo» — ed è qui che entra in scena la famosa tartaruga.
Secondo la leggenda, una tartaruga gigante emerse dalle acque del fiume Lo, un affluente del Fiume Giallo. Sul suo guscio si potevano osservare dei segni disposti in un quadrato di 3 per 3 — nove caselle contenenti numeri da 1 a 9. I numeri dispari erano raffigurati da cerchi bianchi (yang), i numeri pari da cerchi neri (yin).
Ciò che rendeva questa disposizione straordinaria è che formava un quadrato magico perfetto:
- Ogni riga orizzontale somma 15
- Ogni colonna verticale somma 15
- Ogni diagonale somma 15
Il numero 15 non è casuale: corrisponde al numero di giorni tra la luna nuova e la luna piena. Il Lo Shu è dunque un modello matematico dell'armonia cosmica — un universo in cui tutte le forze si equilibrano, qualunque sia l'angolo da cui le si osserva.
« L'I Ching contiene la misura del cielo e della terra; è per questo che permette di abbracciare e mettere in ordine il Tao del cielo e della terra. »
— I Ching, Grande Appendice (Xi Ci)
La tartaruga occupa un posto centrale nella cosmogonia cinese. Il suo corpo è un microcosmo: il guscio convesso sopra rappresenta il Cielo, il piastrone piatto sotto rappresenta la Terra. La tartaruga è dunque, per sua stessa natura, un ponte tra il mondo di sopra e quello di sotto — un messaggero perfetto per trasmettere la saggezza cosmica agli esseri umani.
Ben prima dell'I Ching, del resto, i cinesi praticavano la scapulomanzia — la divinazione attraverso le ossa. Si riscaldavano ossa piatte o gusci di tartaruga sul fuoco e si interpretavano le crepe che apparivano. I più antichi esemplari ritrovati, le «ossa oracolari» della dinastia Shang, risalgono al XIV secolo avanti Cristo e sono tra i primi esempi di scrittura cinese.
Fuxi: il sovrano dalle scaglie di drago
Chi era Fuxi? La risposta dipende dallo strato di tradizione che si interroga. Per la storia, è un personaggio mitico, probabilmente la cristallizzazione di secoli di cultura orale. Per la tradizione cinese, è il primo dei Tre Augusti (San Huang), i sovrani divini che hanno civilizzato l'umanità.
Il suo regno si situerebbe tra il V e il III millennio avanti Cristo — un periodo talmente remoto da sfuggire a qualsiasi verifica storica. Ma il racconto della sua vita è ricco di dettagli soprannaturali che rivelano la sua natura eccezionale.
Sua madre, Hua Xu, concepì Fuxi in modo miracoloso. Camminando nelle paludi, trovò un bastone strano e lo toccò — o, secondo altre versioni, posò il piede nell'impronta di un gigante. Portò il bambino in grembo per dodici mesi — un mese per ogni segno zodiacale, un mese per ogni luna dell'anno. Quando Fuxi nacque infine, aveva una testa umana e un corpo coperto di scaglie, e furono draghi ad assistere alla sua venuta al mondo.
Questo corpo ibrido non è un dettaglio gratuito. Significa che Fuxi appartiene a due mondi: quello degli umani e quello delle forze primordiali. È il mediatore tra la natura selvaggia e la civiltà nascente.
Le invenzioni di Fuxi: dalla sopravvivenza alla cultura
La tradizione attribuisce a Fuxi un numero stupefacente di invenzioni, facendone il vero fondatore della civiltà cinese:
- La pesca e la caccia — Insegnò agli umani a fabbricare reti osservando i ragni tessere la loro tela, facendoli uscire dalla raccolta primitiva.
- L'agricoltura — Mostrò come addomesticare gli animali e coltivare la terra.
- La scrittura — Creò i primi sistemi di notazione, sostituendo le corde annodate che servivano fino ad allora come memoria.
- I riti del matrimonio — Istituì l'istituzione del matrimonio, organizzando la società oltre il clan.
- La musica — Inventò il se, uno strumento a corde, civilizzando l'orecchio quanto lo spirito.
Ma di tutte queste invenzioni, la più grande — quella che avrebbe attraversato i millenni — fu la creazione degli otto trigrammi.
Gli otto trigrammi: il Pa Kua (Ba Gua)
Osservando l'He Tu e il Lo Shu, contemplando il cielo e la terra, le tracce degli uccelli e le impronte degli animali, Fuxi concepì un sistema di una semplicità e una profondità vertiginose: otto figure di tre linee, i trigrammi (in cinese gua).
Ogni linea è o piena (yang ——) o spezzata (yin — —). Con tre posizioni e due possibilità per posizione, si ottengono esattamente 2 x 2 x 2 = 8 combinazioni. Queste otto figure rappresentano le otto forze fondamentali dell'universo:
- ☰ Qian — Il Cielo: tre tratti yang. La forza creatrice pura, l'energia primordiale. Famiglia: il padre. Animale: il cavallo. Direzione: il sud (nella disposizione di Fuxi) o il nord-ovest (disposizione del re Wen).
- ☷ Kun — La Terra: tre tratti yin. La ricettività, la matrice nutriente. Famiglia: la madre. Animale: la mucca. Direzione: il nord o il sud-ovest.
- ☳ Zhen — Il Tuono: un tratto yang sotto due tratti yin. Il risveglio, il movimento improvviso, la primavera. Famiglia: il figlio maggiore. Animale: il drago. Direzione: l'est.
- ☶ Gen — La Montagna: un tratto yang sopra due tratti yin. L'immobilità, la meditazione, l'arresto. Famiglia: il figlio minore. Animale: il cane. Direzione: il nord-est.
- ☵ Kan — L'Acqua: un tratto yang tra due tratti yin. Il pericolo, l'abisso, la profondità. Famiglia: il figlio di mezzo. Animale: il maiale. Direzione: l'ovest o il nord.
- ☲ Li — Il Fuoco: un tratto yin tra due tratti yang. La chiarezza, l'illuminazione, l'attaccamento. Famiglia: la figlia di mezzo. Animale: il fagiano. Direzione: l'est o il sud.
- ☴ Xun — Il Vento: un tratto yin sotto due tratti yang. La penetrazione dolce, l'influenza sottile. Famiglia: la figlia maggiore. Animale: il gallo. Direzione: il sud-est.
- ☱ Dui — Il Lago: un tratto yin sopra due tratti yang. La gioia, l'apertura, la comunicazione. Famiglia: la figlia minore. Animale: la capra. Direzione: il sud-est o l'ovest.
Questo sistema è di un'eleganza notevole. Con soli due simboli (il tratto pieno e il tratto spezzato) e tre posizioni, Fuxi ha creato un linguaggio universale capace di descrivere tutte le situazioni, tutte le dinamiche, tutte le trasformazioni del mondo naturale e umano.
Una visione astratta del mondo
Ciò che Fuxi ha compiuto con i trigrammi va oltre l'invenzione di un sistema divinatorio. Ha creato la prima visione astratta del mondo — un modello concettuale in cui la realtà nel suo insieme è ridotta a combinazioni di due forze fondamentali.
Ogni trigramma non è solo un simbolo statico. È un processo, un momento nel ciclo delle trasformazioni. Il Tuono non è solo il rumore del temporale: è l'energia di ogni inizio, di ogni iniziativa, di ogni primo passo. La Montagna non è solo un blocco di roccia: è il principio di ogni arresto, di ogni pausa, di ogni meditazione.
« Il santo contempla i movimenti dell'universo e osserva i punti d'incontro e di articolazione, al fine di mettere in pratica le leggi fisse. Unisce giudizi a ogni esagramma e a ogni tratto per conoscere la fortuna e la sfortuna. »
— I Ching, Grande Appendice
Questa astrazione è paragonabile — con le dovute proporzioni — al sistema binario che fonda l'informatica moderna. Leibniz, il filosofo e matematico tedesco del XVII secolo, l'aveva del resto riconosciuto: quando scoprì gli esagrammi dell'I Ching, vi vide un'anticipazione del proprio sistema di numerazione binaria. I tratti yang e yin, come l'1 e lo 0, bastano a codificare l'infinito.
Dal mito all'oracolo
Gli otto trigrammi di Fuxi non formavano ancora l'I Ching come lo conosciamo. Bisognerà attendere il re Wen, più di mille anni prima della nostra era, perché i trigrammi venissero combinati a due a due a formare i 64 esagrammi — e con essi il testo che accompagna ogni figura.
Ma le fondamenta erano poste. Contemplando i segni sul guscio di una tartaruga e sul fianco di un cavallo-drago, Fuxi aveva colto l'essenziale: l'universo è un sistema di mutazioni perpetue, governato dall'alternanza dello yin e dello yang, e questo sistema può essere letto, compreso, consultato.
Che Fuxi sia realmente esistito o che sia la personificazione di una lenta evoluzione culturale importa poco. Ciò che conta è che da qualche parte nella Cina arcaica, menti umane hanno guardato il mondo — i fiumi, gli animali, le stagioni, le stelle — e vi hanno visto un ordine. E hanno trovato il modo di annotarlo con una semplicità geniale: due tipi di tratti, tre posizioni, otto figure.
Cinquemila anni dopo, consultiamo ancora quelle figure. È forse la più bella prova della loro giustezza.
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